Azienda Agricola Maria Bortolotti

Foto e testi di proprietà dell’ Azienda Agricola maria Bortolotti.

Azienda Agricola Maria Bortolotti

Ci troviamo sulle prime pendici dei colli bolognesi, nel territorio di Ponte Ronca in una amena posizione panoramica affacciata sulla pianura padana. Querce, acacie e siepi di bianco­spino, rosa canina, pruno selvatico e roverella costituiscono la vegeta­zione in parte spontanea e in parte reintrodotta e amorevolmente pro­tetta come habitat di animali e in­setti utili alla vite e all’ambiente in generale.

Qui coltivano Pignoletto, Sauvignon e Barbera, dalla lavorazione del vigneto fino all’imbottigliamento, le uve, i mosti e  i vini  non prevedono l’impiego di mezzi tecnici e coadiuvanti enologici di origine animale.

E’ per questo che il loro vino è vegan.

I terreni vocati, il clima favorevole, la pratica dell’agricoltura biologica, che viene praticata dal 1992, la cura nella selezione dei grappoli, i lieviti autoctoni, l’uso limitato dell’anidride solforosa permettono ai loro vini di esprimere al meglio il territorio . In particolare:

  • La fertilità del terreno è affidata alla corretta gestione dell’inerbimento e al sovescio effettuato con essenze leguminose.
  • La difesa contro le malattie fungine è effettuata mediante trattamenti con sali di rame e zolfo in ridottissime dosi.
  • La vendemmia avviene manualmente, ad ottimale maturazione fenolica dell’uva cioè a  maturazione anche di bucce e semi.

La fermentazione con i lieviti autoctoni del loro vigneto e il limitato tasso di solforosa   permettono di avere vini con profumi e aromi molto sfaccettati, specialmente nel caso di Barbera e  Pignoletto: vini ottenuti da uve difficili in quanto a  zuccheri e acidità elevate per la Barbera e abbondanza di polifenoli per il Pignoletto.

In cantina c’è il massimo rispetto di ciò che è avvenuto in campagna.

Prima di parlare del suo aspetto più concreto, predisponiamoci ad ascoltare il dionisiaco che il vino esprime.

Ascoltare il dionisiaco significa lasciarsi trasportare da sensazioni contrastanti come lo svolgersi delle stagioni e la vita in campagna e nella vigna.

Nel vino naturale sono esaltati il colore, il gusto, i profumi e gli aromi; assomiglia molto a Dioniso, il dio del vino ma prima di tutto il dio della natura.

Vini Epifanici: quando la natura racconta

Non è un caso che i loro vini prendano il nome da “La XII Notte”, l’opera shakespeariana che celebra l’Epifania come momento di rivelazione. Qui ogni bottiglia diventa “un piccolo tassello che racconta la storia non solo della vigna e dell’annata, ma di tutto ciò che riguarda il contesto che ha contribuito a generare quel vino: dalla prima piccola margherita spuntata in primavera alla corsa del leprotto spaventato da un volo d’uccelli.”

 

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